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Accademia di Belle Arti di VeronaArchitettura degli interni – A.A.2017/2018

Architettura degli interni – A.A.2017/2018

Corsi di Diploma accademico di 1° livello in:
Progettazione artistica per l’impresa, Scenografia, Decorazione.

Anno: 1° anno
Codice: ABPR15
Settore artistico/scientifico/disciplinare: Metodologia della progettazione

Crediti formativi: 6
Ore: 75
Prof. Licitra Fabio
E-Mail: fabio.licitra@accademiabelleartiverona.it

Obiettivi formativi

Al termine del corso lo studente, oltre a possedere gli strumenti basilari della rappresentazione del progetto, sarà in grado di governare il processo formale del progetto di architettura degli interni, attraverso l’applicazione di un determinato approccio metodologico e l’individuazione di una precisa idea formale, da perseguire con scelte sequenzialmente coerenti.
Nello specifico, l’obiettivo del corso è mettere in guardia lo studente dall’idea riduttiva che il progetto degli interni possa in qualche modo essere assunto in un asettico isolamento. Per contro, affinato il senso critico necessario a comprendere la dimensione complessa dell’abitare secondo la quale la cellula abitativa non può che derivare dal suo intorno, lo studente sarà in grado di indagare il delicato “limite” tra interno ed esterno.

 

Contenuti del corso:

Il corso prende subito le distanze da un’idea riduttiva del progetto architettonico, secondo la quale sarebbe possibile rilegare l’architettura alla scala ridotta degli “interni” e lì, in astratto isolamento, confidare ingenuamente di trovarvi le ragioni proprie della disciplina e il significato intimo del dimorare. L’esercizio progettuale −che verte sul tema della residenza− è dunque strutturato in modo da non alimentare tale equivoco, contrapponendo a una visione semplicistica del progetto d’interni tutto ripiegato su se stesso, una dimensione complessa dell’abitare, per così dire dilatata; una dimensione cioè alimentata da rapporti scalari secondo i quali la cellula abitativa non può che derivare dal suo intorno: dalla misura architettonica che la supporta e identifica, dalla misura urbana (o paesaggistica) che la situa e inquadra. Pertanto, in fase di progetto, gli studenti sono indotti a sperimentare un’idea di spazio nella quale far confluire caratteri distributivi, tipologia architettonica e contesto. Più nello specifico sono chiamati a indagare il delicato “limite” tra interno ed esterno, intendendolo non come una rigida barriera tra un “dentro” e un “fuori” ma come un luogo esso stesso abitabile, flessibile, capiente. Un luogo cui destinare articolate sperimentazioni morfo-spaziali attraverso la rielaborazione di determinati elementi tratti dalla tradizione dell’abitare, quali patii, giardini interni, logge, terrazze, balconate, ecc., volte a fare oscillare il rituale quotidiano tra l’esigenza dell’uomo di preservare la propria intimità e la naturale propensione ad aprirsi al mondo.

Testi di riferimento

  • Martí Arís C., Silenzi eloquenti, Marinotti, Milano 2002.
  • Martí Arís C., La cèntina e l’arco. Pensiero, progetto, teoria in architettura, Marinotti, Milano 2007.
  • Savini M., La fondazione architettonica della campagna. Uno studio sulla pianura bolognese, L’Artiere, Bologna 1999.

Altre indicazioni bibliografiche potranno all’occorrenza essere fornite durante il corso.

Metodi didattici

La didattica si struttura in due parti: un breve ciclo di lezioni teoriche ex cathedra (per le quali ci si avvale del video-proiettore) e una lunga serie di revisioni dello stato d’avanzamento degli elaborati grafici prodotti dagli studenti all’interno del laboratorio di progetto.

Il pretesto progettuale intorno al quale si sviluppa il laboratorio è fornito da una tipica stalla-fienile della pianura bolognese del XVIII secolo, che gli studenti (suddivisi in piccoli gruppi di lavoro) sono chiamati a rimodulare e convertire in residenza, approfittando degli aspetti morfo-tipologici di questo tipo rurale, i quali ben si prestano a favorire articolate sperimentazioni spaziali sull’abitare.

A sostegno dell’esercitazione progettuale, vengono forniti alcuni esempi tratti dall’opera dei maestri del Movimento Moderno, quali ad esempio Mies van der  Rohe, Le Corbusier e Loos.

Modalità di valutazione

Il giudizio alla prova d‘esame dipenderà dalla qualità dell’esercitazione svolta (in riferimento sia alle scelte  progettuali, sia alle tecniche di rappresentazione) e dalla discussione degli argomenti trattati durante il corso, con riferimento alla bibliografia. Altresì la valutazione terrà conto del reale impegno e coinvolgimento mostrato da ogni singolo studente.

 

 

 

 

 

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