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Accademia di Belle Arti di VeronaELEMENTI DI MORFOLOGIA E DINAMICHE DELLA FORMA

ELEMENTI DI MORFOLOGIA E DINAMICHE DELLA FORMA

Corso di Diploma accademico di 2° livello in: Atelier direction/Mediazione culturale dell’arte

Anno: 2° anno
Codice: ABAV01
Settore artistico/scientifico/disciplinare: Anatomia artistica

Crediti formativi: 6
Ore: 60
Prof. Franco Spaliviero
E-Mail: franco.spaliviero@accademiabelleartiverona.it

A.A. 2017/2018

Obiettivi formativi

Il progetto formativo del biennio è mirato a professionalizzare il profilo specifico di atelier director per porre gli operatori in condizione di rispondere alle crescenti attese di pubblici sempre più esigenti e diversificati. Il campo d’intervento è individuato nell’area educativa, dove la pratica artistica è mirata ad agevolare percorsi formativi didattico/esperienziali nell’ambito dell’educazione artistica e dei processi di sviluppo della creatività. Quale futuro operatore culturale, lo studente durante il corso verrà quindi coinvolto in attività che, nell’educare alla conoscenza e all’educazione estetico-artistica, saranno caratterizzate da peculiari competenze metodologiche.

Obiettivo del corso è il raggiungimento di:

–         una metodologia critica utile all’analisi degli elementi formali e delle componenti estetiche che in un manufatto artistico costituiscono i “segni” che contraddistinguono lo spirito del tempo e la volontà artistica dell’autore;

–         conoscenze e capacità necessarie alla realizzazione di atelier creativi – rivolti a bambini, ragazzi o adulti – in cui si preveda l’analisi del manufatto artistico (dall’opera d’arte fruibile nel museo fino all’album d’autore illustrato) quale testo e pretesto utile ad attivare un percorso di esperienze formative in cui si promuova un virtuoso legame tra ‘sapere’, ‘saper fare’ e ‘saper far fare’;

–         capacità di accompagnare l’utente in un viaggio anche emozionale dove il processo artistico viene utilizzato come strumento che ambisce a far scoprire qualcosa d’importante anche di se stessi.

Contenuti del corso

  1. DROP-IN DRAWING SESSIONal museo, attività per il pubblico adulto.

Progettare, promuovere e realizzare sessioni di drop-in drawing per il museo con lo scopo di offrire percorsi che portino a guardare l’opera in modo diverso, rendendo sensibile questa visione.

Usare l’arte come ‘materiale didattico’ permette di “ritrovare i significati di un saper fare, restituisce centralità alle mani, rivaluta le attese e il rispetto dei tempi, costruisce concrete prospettive di scoperta e aperture al ‘nuovo’ utili a formare sensibilità e spirito critico” lontano da stereotipi culturali. In questo percorso didattico diventa fondamentale l’intervento di chi svolge il ruolo di mediatore, la sua formazione culturale, l’impegno convinto di ciò che propone come esperienza. Quando ci si rivolge all’adulto occorre fargli recuperare in primo luogo la capacità di andare al di là del già fatto, di vincere la paura della trasformazione, di ritrovare il piacere di stupirsi. L’arte confina con il gioco e si sovrappone ad esso, e quando risulta difficile da leggere e da capire, quando a volte sembra impensabile e impossibile comunicarla, applicare l’esperienza estetica del fare si rivela uno straordinario strumento di comprensione. L’occhio quando esercita la sua attività visiva, pensa. Vedere genera sapere, l’elaborazione dei concetti inizia con la percezione delle forme. Il disegno realizza un perfetto sincretismo tra il vedere, il fare e il sapere. Disegnare comporta acquisire il saper-fare un segno, implica l’acquisizione di un’altra capacità, quella di saper-vedere ciò che di una data cosa s’intende disegnare. Il disegno coniugando il fare con il conoscere, svolge una funzione cognitiva, oltre che espressiva.

Si propone quindi allo studente di progettare, sperimentare e condurre una serie di sessioni di drop-in drawing da svolgere all’interno di una struttura espositiva istituzionale, museo o una galleria d’arte.

La progettazione potrà essere declinata in uno dei seguenti temi:

1.1   Drop-in drawing session offerta al visitatore occasionale di un museo o di un evento espositivo estemporaneo. In questo primo caso, mettendo a disposizione l’attrezzatura necessaria, il visitatore è invitato a misurarsi con il disegno. La sessione prevede che l’esperto (lo studente del biennio) si trovi intento a disegnare a fronte di un’opera in modo tale da coinvolgere i visitatori più attenti e curiosi, proponendo loro di fare altrettanto. Lo studente si presta a dare alcune indicazioni nella lettura dell’opera e può offrire strategie di approccio al disegno; in presenza di visitatori con i quali si riscontrino insormontabili problemi linguistici, l’attività di disegno si valorizza ulteriormente in quanto assume una possibile funzione compensativa della comunicazione verbale; la proposta ha quindi carattere estemporaneo ed è prevalentemente rivolta al visitatore occasionale.

1.2   Drop-in drawing session personalizzate per gruppi (comunità, scuole, famiglie e adulti…).  In questo caso i partecipanti, previa prenotazione, sono invitati a esplorare una pratica di studio da qualche anno tornata in auge nei maggiori musei del mondo. Un percorso inclusivo, accessibile, i cui si invitano i partecipanti a porre domande e a esaminare con la mediazione del disegno l’opera prescelta. La proposta può essere modulata anche per un tipo di pubblico maggiormente avviato all’arte. Questa tipologia di drop-in drawing prevede un percorso articolato in più incontri a tema; si può procedere, ad esempio, dalla copia ‘a tutto effetto’ e lineare, all’adozione di schemi utili a mettere in gioco la funzione cognitiva del disegno nell’analisi dell’opera, oppure, proponendo diverse tipologie tecniche e disegnative, incoraggiare personali elaborazioni grafiche tese a valorizzare l’autoespressione dei singoli partecipanti. Il percorso progettuale delle sessioni prevede di:

–         individuare luogo, utenza e obiettivi della proposta;
–         indicare le opere da adottare redigendo una presentazione/introduzione e, là dove possibile, valutare l’affiancamento e il supporto di una guida museale;
–         sperimentare diverse modalità di disegno per essere in grado di sostenere e guidare il visitatore con cognizione e competenza;
–         definire i materiali necessari da distribuire e i loro costi;
–         calendarizzare l’evento ed elaborare una strategia di promozione su diversi media;
–         esaminare con un gruppo ristretto di destinatari ‘tipo’ la qualità e i tempi della proposta con una sessione sperimentale di prova;
–         simulare la richiesta da indirizzare alla direzione del museo redigendo la domanda di collaborazione e una sintesi del progetto;
–         fonti bibliografiche e iconografiche;
–         organizzare la fase operativa presso il museo: è il momento di coinvolgere i visitatori proponendo l’attività di disegno in cui si valuterà, caso per caso, quali modalità e tecniche possono essere suggerite; avviata la sessione, il visitatore può concentrarsi sul proprio lavoro, ma durante lo svolgimento vanno previsti momenti di confronto a cadenza programmata;
–         informare se gli elaborati prodotti potranno essere trattenuti dai partecipanti;
–         verifica del percorso: redigere una scheda valutativa anonima per rilevare qualità e criticità della proposta; per ottenere feedback utili a facilitare l’organizzazione di un successivo evento le domande chiave sono quale e perché. Quale pubblico abbiamo raggiunto, quale si è sentito escluso, quale non è ancora coinvolto o coinvolgibile? Perché? Come possiamo rendere l’esperienza occasione di crescita per tutti, senza motivo di esclusione? Quali strumenti sono più efficaci in questo senso? Quali atteggiamenti mentali favoriscono un maggiore e migliore coinvolgimento del pubblico nelle attività formative di un museo? E infine l’aspetto più importante: quali cambiamenti ha prodotto il nostro lavoro nelle persone che hanno partecipato alle iniziative proposte?

  1. Palazzo Verità-Montanari. A partire dagli apparati decorativi esterni del cinquecentesco Palazzo Verità Montanari, sede dell’Accademia, si chiede allo studente di individuare un manufatto artistico, di applicare una corretta metodologia per l’analisi sia dell’opera che del contesto storico in cui è inserita e di progettare un atelier mirato a qualificarne gli aspetti culturali, funzionali ed estetici.

Sono da considerarsi testi e pre-testi utili ad affrontare questo specifico percorso progettuale uno dei seguenti temi:
–       ‘La fisiognomica e il carattere’ in rapporto alle protomi delle facciate del Palazzo;
–      ‘Identità e ritratto, l’albero genealogico di famiglia’ oppure ‘Il volto e il problema dell’immagine nella rappresentazione del sé, dell’io e dell’altro’: per trattare entrambi i temi, i possibili pretesti sono il busto di Gerolamo Verità, l’Iconoteca presente nell’atrio del Palazzo, ecc.; di dare conferma alla soluzione del problema stesso.
–        ‘Putti e lettere parlanti: il fregio di Palazzo Verità-Montanari’: l’attività laboratoriale proposta ha l’obiettivo di suggerire ipotesi di restituzione e/o interpretazioni del brano figurativo originale attraverso l’osservazione del manufatto, la comparazione con brani figurativi affini e la pratica manuale del disegno. Per quanto concerne il fregio,  inizialmente si dovrà indurre il fruitore un processo mentale e operativo che porti alla soluzione attraverso l’apertura intellettuale e l’intuizione mediate da esperienze creative concrete, le sole in grado di dare conferma alla soluzione del problema stesso.

  1. Progettazione su tema richiesto da insegnanti di una classe del secondo ciclo della primaria. Accade frequentemente di ricevere dalle scuole richieste di progettazione di atelier su temi specifici legati alla programmazione didattica prevista dalle indicazioni ministeriali. In questi casi vengono valutate le richieste presentate dal docente della scuola e, se il tema è declinabile attraverso la pratica e la mediazione dell’arte, si procede all’ideazione, sperimentazione e alla conduzione presso la scuola richiedente. Se ha buon esito, la proposta potrà essere inserita all’interno dell’offerta degli atelier creativi proposti ogni anno dall’Accademia alle scuole del territorio nell’ambito de “I ragazzi alla scoperta di Verona” – a cura dell’assessorato all’Istruzione del Comune di Verona.
  2. ArtVeronaYoung. Dal 2015 ArtVeronaYoung, la sezione educational di ArtVerona, è affidata all’Accademia. Traendo spunto dai diversi progetti e temi proposti annualmente dall’evento fieristico, a un gruppo di studenti motivati si proporranno la progettazione e la gestione di laboratori ludico-formativi per bambini dai 4 agli 11 anni. L’impegno in ArtVerona è programmato per offrire un servizio di mediazione per almeno un centinaio di utenti suddivisi in due giornate e per diverse fasce d’età. È inoltre prevista l’ideazione e la realizzazione di un fondale a tema per l’allestimento dello spazio dedicato.

Individuato il tema, lo studente dovrà articolare il progetto seguendo i punti sotto elencati distinguendo in ogni singolo incontro quanto demandato al ruolo dell’operatore e quanto al ruolo del partecipante.

Per l’operatore si dovrà prevedere:

  • Presentazione dell’argomento e motivazioni della scelta effettuata
  • Prerequisiti (conoscenze, abilità, competenze)
  • Destinatari a cui si rivolge il progetto, indicandone la specificità
  • Aree disciplinari coinvolte
  • Contenuti
  • Obiettivi e finalità del percorso
  • Risultati attesi
  • Tecniche artistiche e materiali impiegati e costi
  • Fonti bibliografiche e iconografiche
  • Supporti didattici tradizionali e digitali
  • Durata del percorso formativo: numero incontri e durata oraria di ciascuno
  • Attività didattiche esterne, se previste
  • Criteri di valutazione in itinere e finale
  • Esposizione e progetto di allestimento di una mostra di fine percorso

A fine percorso si chiederà ai partecipanti di esprimere la propria opinione attraverso la distribuzione di una scheda valutativa anonima su:

  • Aspettative
  • Gestione (singoli, gruppi…)
  • Che senso ha attribuito all’atelier (a cosa serve, per quali apprendimenti)
  • Tempi
  • Elaborati prodotti
  • Risorse (strumenti, consulenze, opportunità…)
  • Valore del laboratorio in termini di competenze acquisite

Testi di riferimento

  1. Berger, Sul disegnare, Milano, Libri Scheiwiller, 2007
    M. Bolla, Didattica museale in archeologia, Padova, Byblos, 2013; disponibile anche in formato digitale http://parsjad.regione.veneto.it
    G. Camuffo, M. Dalla Mura, Design e apprendimento creativo. Questioni ed esperienze, Milano, Guerini e Associati, 2017
    G. Di Napoli, Disegnare e conoscere, Torino, Einaudi, 2004
    G. Di Napoli, I principi della forma, Torino, Einaudi, 2011
    H. Focillon, Vita delle forme-Elogio della mano, Torino, Einaudi, 2002
    T. Pericoli, Pensieri della mano, Milano, Adelphi, 2014
    P. Valéry, Scritti sull’arte, Milano, TEA, 1996
    Vitti/Folchi, Il meccanismo della visione, Ferrara, Italo Bovolenta, 1992

Per specifici temi di ricerca, la bibliografia sarà indicata e discussa in relazione all’argomento trattato, alle immagini e ai luoghi da indagare.

Metodi didattici

Lezioni teoriche e di disegno svolte in accademia e al museo.
Visiting professor: all’interno del corso sono previsti incontri con esperti del settore con lo scopo di raccogliere testimonianze su:
– esperienze di atelier creativi e didattici innovativi svolti nelle scuole dell’infanzia e primaria e nei musei;
– come progettare e condurre un laboratorio al museo per diverse tipologie di utenza (scuole, famiglie, adulti, gruppi con interessi specifici).

Modalità di valutazione

Nella valutazione d’esame si terrà conto del grado di preparazione conseguito nelle diverse componenti che devono costituire il progetto finale. In previsione dell’esame è indispensabile che il candidato consegni al docente l’elaborato almeno due settimane prima della data stabilita per la prova.

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