Main menu

Conferenza “Due scuole, due mondi per una sola cultura artistica”: 18/12/2015 ore 17,30 Aula Restauro Lapideo

Comunicato Stampa
“Due scuole, due mondi per una sola cultura artistica”

Venerdì 18.12 alle ore 17.30, presso l’aula di Restauro Lapideo dell’ACCADEMIA di Belle ARTI di Verona, si terrà l’evento “DUE SCUOLE, DUE MONDI PER UNA SOLA CULTURA ARTISTICA” con la partecipazione dell’Architetto Libero Cecchini.

Nella sede di Palazzo Verità Montanari, in Via Carlo Montanari 5, vivremo infatti la  presentazione e rivisitazione della storia di due artisti legati dalla stessa cultura artistica, Ernesto Pellegrini ed Enrico Pinardi

Il primo fu un artista allievo dell’Accademia di Belle Arti Cignaroli di Verona e della Scuola del marmo Brenzoni di S. Ambrogio di Valpolicella, legate fortemente tra loro sia perché la scuola Brenzoni ricevette il suo primo impulso dallo scultore Romeo Cristani, insegnante di scultura presso l’Accademia, sia perchè spesso i docenti di una prestavano la loro opera presso l’altra, a partire dallo stesso Libero Cecchini, architetto di fama internazionale che ne fu direttore e, possiamo affermare, anche il promotore del suo maggiore sviluppo.

Dalle due istituzioni veronesi fiorirono numerosi artisti di grande spessore, le cui opere, in molti casi veri emblemi della cultura artistica italiana, furono portate ed apprezzate spesso sulla scena internazionale, ed in particolare negli Stati Uniti, dove Pellegrini andò da emigrante ai primi del ‘900 e dove si sviluppo l’opera di Pinardi, presentato invece da Nicola Viviani.

Programma

Ore 17.30. Saluti istituzionali del presidente dell’Accademia di belle Arti  di Verona

Ore 17.45. Libero Cecchini presenta “Ernesto Pellegrini: un allievo dell’Accademia Cignaroli, emigrato negli Stati Uniti d’America”

Ore 18.15. Nicola Viviani, storico dell’arte contemporanea, itroduce la storia di “ Enrico Pinardi, pittore e scultore statunitense”, allievo di Pellegrini.

Ore 18.45. Dibattito e conclusioni

Accademia di Belle Arti di Verona
www.accademiabelleartiverona.it

Accademia di Belle Arti di Verona – profilo
L’Accademia di Belle Arti di Verona, che ha appena festeggiato i suoi 250 anni (1764 – 2014) è un luogo di formazione, dove gli studenti possono conseguire titoli di studio equipollenti alla laurea triennale e specialistica, validi per l’ammissione ai concorsi pubblici.
È inserita nel sistema accademico pubblico, comparto A.F.A.M. (Alta Formazione Artistica e Musicale) del Ministero Istruzione Università e Ricerca con i seguenti corsi:
–  corso di primo livello in Decorazione, Pittura, Design (Progettazione Artistica per l’Impresa), Scenografia, Scultura
–  corso di secondo livello in Design “Art Direction and Product Design. Direzione Artistica e design di prodotto” e in Arti Visive “Atelier Direction. Mediazione culturale dell’arte”
–  corso quinquennale di Restauro a ciclo unico di 2° livello accreditato presso il MIBAC- MIUR abilitante alla professione di “Restauratore di beni culturali”. 
Questo corso rappresenta un punto di eccellenza per l’Accademia di Belle Arti di Verona che per tale aspetto si pone come una delle prime Accademie italiane (la sola nel Triveneto) a rilasciarne il diploma di Alta Formazione, abilitante alla professione. 
È una delle cinque Accademie Italiane legalmente riconosciute finanziate dagli Enti locali, insieme a quelle di Bergamo, Genova, Perugia e Ravenna. 
Gli studenti oggi iscritti all’Accademia sono oltre 500, di cui più di 250 al primo anno.

Libero Cecchini
Nato a Pastrengo (Verona) nel 1919, discendente da una famiglia di marmisti, frequenta a San Giorgio di Valpolicella la scuola d’arte Paolo Brenzoni, partecipando a mostre d’arte con alcune sculture per le quali riceve svariati premi. A Verona frequenta il liceo artistico con l’obiettivo di diventare scultore, ma uno dei professori lo indirizza verso la Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano, dove si laurea nel novembre 1944. L’anno successivo si iscrive all’albo degli architetti di Verona.

Lavora alla ricostruzione dei ponti di Verona distrutti durante la ritirata tedesca dal nord Italia, e inizia la sua attività presso la Sopraintendenza ai Monumenti di Verona, per la quale lavora fino al 1966. In questo primo periodo realizza anche piani urbanistici per la ricostruzione del secondo dopoguerra.

Dal 1966 si dedica principalmente all’attività di libero professionista, realizzando anche importanti opere di edilizia pubblica, quali la camera di commercio di Verona e gli uffici finanziari di Verona, ma anche scuole, case popolari e per anziani, oltre che edilizia privata. Continua comunque a svolgere anche l’attività di scultore, realizzando opere il marmo, in bronzo e in legno.

E’ stato direttore della scuola Brenzoni dal 1950 al 1986, vicepresidente dell’Accademia di Belle Arti Cignaroli di Verona, ed è tuttora consigliere della Fondazione.

Negli anni ottanta realizza importanti progetti di restauro, da menzionare in particolare quelli relativi ai lavori della Basilica di San Zeno, di Porta Leoni, di Palazzo Forti e degli Scavi Scaligeri.

Nelle sue opere si possono distinguere il plasticismo materico di Le Corbusier associato alla spazialità di Ludwig Mies van der Rohe, mentre la sua posizione nei confronti del rapporto natura/storia/architettura si avvicina all’organicismo di Wright e di Aalto.

Nicola Viviani
Nato a Verona nel 1985, diplomato al Liceo Classico Scipione Maffei, laureato nel 2009 in Scienze dei Beni Culturali e, nel 2011, in Storia dell’Arte presso l’Università degli Studi di Verona, frequenta fin da giovanissimo la casa di Francesco Conz, collezionista ed editore conosciuto a livello internazionale, stringendo amicizia con i più importanti artisti del panorama culturale del XX secolo. Curatore di edizioni d’arte per importanti autori dell’Azionismo Viennese come Herbert Stumpfl e della Beat Generation Americana, Jack Hirschman, Lawrence Ferlinghetti, Agneta Falk e Neeli Cherkovski, relatore per perizie di autenticità e di stima per opere di pittura e scultura moderna e contemporanea, si occupa inoltre, ormai da alcuni anni, della ricostruzione del percorso biografico e artistico del ‘Maestro’ Francesco Conz, avendo costituito un personale archivio composto da più di seimila documenti.

FacebookTwitter