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Lawrence Ferlinghetti back to Verona

Lawrence Ferlinghetti back to Verona

All’Accademia di Belle Arti di Verona dal 24 novembre

invitoLawrence Ferlinghetti, il poeta che, ancora in vita, più ha venduto copie in giro per il mondo di un suo libro, «A Coney Island of my Mind», torna in Italia. E precisamente ritorna nella «sua» Verona, la città in cui ha stretto un indissolubile legame col satrapo dell’arte sperimentale. L’arte che avverte come suo più impellente bisogno, e a ragione, l’innovazione se non anche la provocazione e lo sberleffo ad ogni potere. L’arte che amava Francesco Conz che ha lasciato questa terra sei anni fa e che con Ferlinghetti aveva creato un binomio che faceva della città scaligera, una seconda sua casa (e dell’Archivio Conz una collezione di scritti ed oggetti che porta in sé un segno profondo del poeta americano).

A Verona il 24 novembre prossimo, alle ore 18.00, presso l’Accademia delle Belle Arti di Verona (promotore principale dell’iniziativa assieme all’Associazione Verona Creativa, nella persona di Erminia Mimma Perbellini) si terrà un Happening no stop fino alla mezzanotte, dal titolo «Lawrence Ferlinghetti back to Verona».

L’Accademia di Belle Arti di Verona Istituzione di Alta Formazione, infatti, con i suoi oltre 250 anni di storia, non è solo luogo di formazione dove gli studenti possono conseguire titoli di studio equiparati alla Laurea triennale e specialistica nell’ambito delle Arti Visive e della Progettazione Arti Applicate: l’Accademia è anche uno dei poli artistici e culturali della città di Verona, per la quale organizza e supporta eventi e iniziative di caratura nazionale e internazionale volti alla promozione e alla diffusione di arte e cultura.

La kermesse inizierà con la presentazione in anticipo del nuovo volume autobiografico di Ferlinghetti (un intero capitolo è dedicato ai suoi incontri con Verona e gli amici veronesi) intitolato «Scrivendo sulla strada. Diari di viaggi e letteratura». Il volume, «Il Saggiatore», sarà nelle libreria in febbraio, con la curatela di Giada Diano.

Poi, ecco il piccolo trucco. Piccolo. Parlerà e dialogherà il novantasettenne Lawrence Ferlinghetti… in teleconferenza skype, con la regia di Mauro Aprile Zanetti, il siculo californiano amico del poeta che sarà quindi a Frisko, nella casa di Francisco Street. «Lorenzo», come vuole essere chiamato sempre più spesso Ferlinghetti (il padre Carlo era emigrante bresciano) infatti, ha declinato per la prima volta l’invito a recarsi in Italia e a Verona «perché è troppo freddo ora… » ma forse anche per le delicatezze della sua età. La manifestazione, ideata da Erminia Mimma Perbellini e Stefano Pachera, col coordinamento di Laura Zanetti e Giada Diano, proseguirà quindi con un omaggio degli allievi dell’Accademia di Belle Arti di Verona: una performance corale condotta dal professor Giovanni Morbin dal titolo «Sonata per Lawrence».

A quel punto verrà inaugurata la mostra «Underwear – azioni pittoriche e poetiche» a cura di Daniela Rosi. Si tratta di una collezione di camicie intime da donna che Conz raccolse in terra francese, «fluxate» in poesia visiva da Ferlinghetti.

La mostra rimarrà aperta fino al 20 dicembre, orari da lunedì a venerdì dalle 9 alle 18, all’Accademia di Belle Arti di Verona, Aula Magna, via Carlo Montanari 5.

Ad accogliere i partecipanti alla kermesse e, poi i visitatori della mostra, ci sarà un’installazione fotografica di Walter Pescara, «Performance artistiche di Lawrence Ferlinghetti a Verona – Trento – Rovereto» che, alla fine, rimarrà di proprietà dell’ente ospitante.

La festa di Ferlinghetti, la festa della «sua» Verona, si chiuderà con ciò che il poeta adora: «il vino veronese, in questo caso della cantina Villa Verità Fraccaroli, il risotto all’Isolana e il formaggio trentino delle malghe del Lagorai che gli indicò molti anni fa una delle sue muse ispiratrici e grande amica, la valsuganotta Laura Zanetti. Slow Food come ama il poeta, ma anche «qualità slow food». Per questo la vera chiusura si avrà alla presenza dello chef di Roncegno Terme Luigi Montibeller che cuocerà alla fine per tutti i presenti il più umile e più salubre cibo valsuganotto, la polenta «Farina della Valsugana».

Tutti sono invitati, l’entrata sarà libera e gratuita.

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