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Pittura, scultura e videogiochi: ricetta del successo italiano in America. Il melting pot di Nicola Verlato e la sua metafisica dell’ovvio

Pittura, scultura e videogiochi: ricetta del successo italiano in America

Il melting pot di Nicola Verlato e la sua metafisica dell’ovvio

Aula Magna Accademia di Belle Arti di Verona

Via C. Montanari, 5

 15/05/2017 ORE 10.30

 

Lunedì 15 maggio, dalle ore 10.30, nell’Aula Magna dell’Accademia di Belle Arti di Verona, sarà ospite speciale Nicola Verlato, artista veronese famoso nel mondo per la sua straordinaria abilità pittorica e scultorea.

Nelle sue opere, il pittore veronese  prende ispirazione dai Maestri del Rinascimento, con influenze che spaziano dalle tecnologie 3D al mondo del cinema e dei cartoons. Verlato riesce a rendere la sua idea artistica, con contaminazioni nell’architettura, nella pittura, nella scultura, nella street art e nei videogiochi. Dopo alcune esperienze in Italia, l’artista si è trasferito negli Stati Uniti, dove ha ottenuto e sta ottenendo numerosi successi.

I valori dell’eccellenza rinascimentale tipicamente italiana, come la bellezza delle forme e la purezza armonica della composizione, sembrano sempre meno apprezzati nel nostro Paese, motivo per il quale l’artista ha scelto di trasferisi negli Stati Uniti, dove ha trovato un ambiente che mette l’arte contemporanea al centro dell’attenzione.

Interverranno:

Sotirios Papadopoulos, docente

Giovanni Morbin, docente

Nicola Verlato, artista

Dibattito con i partecipanti.

Seguirà un buffet offerto dall’Accademia.

“Il quadro” – per l’artista – “è l’immagine ultima di un coagulo d’informazioni che portano alla definizione di un modello, il quale diviene la base imprescindibile dell’immagine dipinta”. Per realizzare le sue opere compie veri e propri studi plastici, che incrementano la potenza artistica dei singoli dettagli e ne aumentanoi la suggestione scenica e la dinamicità. Solo successivamente intraprende la stesura del colore, con la ricerca di un effetto volumetrico assicurato dal dosaggio della luce, che gradalmente si cristallizza nell’immagine finale. Utilizza molto il digitale, che permette di assicurare allo stesso tempo tridimensionalità e dinamicità alle scene, mettendosi sempre al servizio dell’ideale di bellezza classico.

Le contaminazioni fanno parte del background di ogni opera di Verlato, in un melting pot perfetto tra l’impianto architettonico delle opere classiche e contenuti moderni e contemporanei. Predilige scene crude, con personaggi che spesso seminano il caos come per esempio gli Hooligans. Unisce la tradizione delle grandi opere del Rinascimento, all’immaginario attuale, allineandosi alle correnti èiù aggiornate della cultura americana.

Le sue opere sono frutto di grande ricerca che spazia dalla pop art al fumetto e al videogioco, in un iperrealismo di impianto manierista, figlio di un singolare virtuosismo visionario, al limite della pop art, del surrealismo e dell’iper realismo. Ma soprattutto – e questo non va dimenticato – uno studio dell’arte classica che pochi artisti contemporanei possono vantare.

Proponendo un’estetica nuova trova la sua definizione in un’efficace espressione d’ascendenza filosofica, “La metafisica dell’ovvio”. Scene violente e personaggi che seminano caos come gli “Hooligans”, i suoi soggetti preferiti. Opere in cui si mescolano disegno classico e cultura digitale, fumetto e manierismo, allineandosi alle correnti più aggiornate della cultura americana.

Le sue opere ricordano gli affreschi della teologia visiva, attualizzati in contesti ipermoderni, tanto che il soggetto può ricordare tanto un angelo quanto un demone, tanto un semplice cittadino quanto un supereroe. Ogni quadro, così come ogni scultura, presentano numerosi contesti e livelli di lettura, che danno spazio a considerazioni poliedriche, tanto sarcastiche quanto drammatiche.

Il suo Hostia, progetto nato nel 2014 e incentrato sulla figura di PierPaolo Pasolini, non è solo un omaggio intellettuale al maestro, ma soprattutto una ricerca artstica e antropologica sulle peculiarità societarie italiana e americana. Parte del progetto, oltre alle sculture, è il dipinto murale in Zona “Torpignattara”, a Roma, maestosa opere di strabiliante tridimensionalità, grazie all’uso sapiente delle ombre naturali e degli effetti chiaroscurali, ma intriso al contempo di drammaticità data dal bienaco e nero bronzato, unici colori utilizzati nel dipinto. L’opera, dalle dimensioni titaniche di circa 15 metri, ripercorre, seguendo l’andamento della caduta del corpo appena ucciso, tutta la vita di Pasolini in un gruppo scultoreo, dalle scene di Sarò alle figure più importanti per l’artista: la madre, Petrarca ed Ezra Pound.

 

Accademia di Belle Arti di Verona

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