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A.I.R. CAMPO. Residenza per artisti dell’Accademia di Belle Arti di Verona

A.I.R. CAMPO

Residenza per artisti dell’Accademia di Belle Arti di Verona

Sabato 16 Settembre inizierà AIR CAMPO, progetto di residenza per giovani artisti selezionati per lavorare per due settimane presso Campo Brenzone, sulle montagne sopra il Lago di Garda in provincia di Verona.

L’antico borgo medievale, oggi disabitato con l’eccezione di due residenti, fino agli anni Cinquanta era un centro contadino popolato da una piccola comunità che abitava già dai primi anni del 1000 d.C. queste terre affacciate sul lago.

AIR CAMPO si propone di condividere questo investimento culturale suggerendo, attraverso il lavoro degli artisti in residenza, nuove modalità di relazione con il territorio.

I giovani artisti selezionati per la residenza sono cinque: Andrea Bonetti, Sofia Borelli, Elena Grigoli, Bruno Lovato e Giacomo Segantin; chiamati a riflettere sul tema comune della meraviglia per produrre ciascuno un’opera, frutto dell’incontro dell’artista con il contesto locale e sarà pertanto site specific, ovvero ideata e realizzata a partire dalle condizioni culturali, storiche, economiche, sociali o politiche del luogo.

Ad affiancare i giovani artisti sarà chiamata Elena Mazzi, l’artista mentore che guiderà i primi passi del soggiorno in residenza dei giovani artisti.  La poetica di Elena Mazzi affronta il rapporto tra l’uomo e l’ambiente, attraverso un lavoro di analisi che spesso segue un approccio antropologico, indaga e documenta un’identità che è allo stesso tempo personale e collettiva, relativa ad un determinato territorio, e che dà luogo a forme di scambio e di trasformazione. L’artista ha partecipato a diverse mostre personali e collettive in Italia e all’estero. Nel 2015 è stata l’unica artista italiana ad essere invitata a partecipare alla 14° Biennale di Istanbul, vincendo il premio Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. Nello stesso anno partecipa alla 17 ° Biennale del Mediterraneo vincendo il premio Antwork, ed è assistente dell’artista Joan Jonas, rappresentante del Padiglione USA alla Biennale di Venezia 2015.  Nel 2016 è invitata a partecipare alla 16 °Quadriennale di Roma, vince il premio Illy Cafè per un programma di residenza presso la Fondazione Pistoletto e riceve una menzione speciale per il Premio Arte, Patrimonio e Diritti Umani, promosso dall’Associazione Conncting Cultures. Dal 2011 partecipa a diversi programmi di residenza e workshop, tra cui si segnalano: HIAP, Finlandia; ViaFarini, Italia; Guilmi Art Project, Italia; Foundacion Botin, Spagna; Bevilacqua La Masa, Italia; Fondazione Spinola Banna, Italia; Dolomiti contemporanee, Italia; Botkyrka Konsthall Air, Svezia.  È una dei finalisti al Premio Termoli, Celeste Prize, il premio Fabbri, il premio Meru.

Le giornate saranno suddivise in diversi momenti: momenti liberi per lo studio e la ricerca, esercizi nello spazio, letture e approfondimenti. La presenza dell’artista mentore, di fama internazionale, consentirà loro di avere numerosi stimoli  artistici e culturali, oltre che feedback sulla ricerca effettuata e sull’organizzazione dei lavori, che saranno tutti unici, ognuno con le proprie peculiarità.

Andrea Bonetti presenterà il progetto The Sound of Woods vorrei studiare il luogo da un punto di vista  sonoro, registrando quei suoni naturali che circondano il territorio e, partendo da questo materiale, arriverà alla produzione di vere e proprie traccce musicali attraverso un processo di mixaggio grazie all’utilizzo di un computer.

Sofia Borelli, con Stormo di Storni, cercherà di produrre un fenomeno inaspettato, che porta a distaccare la mente dalla realtà, grazie a una danza di uccelli creati da cavi e fili di ferro, che si intersecano in una danza che li rende un corpo unico.

Elena Grigoli attraverso l’uso della fotografia realizzerà una documentazioni dei luoghi e delle relazioni socioculturali del periodo di residenza. Grazie alla fotografia , analogica e digitale, intende creare un dialogo che, grazie al medium fotografico, racconti il luogo e le persone, permettendo loro di attraversare i confini della residenza.

Bruno Lovato, con la performance 500 Times Around che indaga sul tema dello stupore, attraverso cinquecento giri attorno a Campo, ognuno diverso dall’altro, in un’analisi sempre più approfondita e con punti di vista sempre nuovi.

Giacomo Segantin proporrà un’installazione fluida, impalpabile e delicata, concentrandosi sui concetti di utilità e sulle peculiarità della borgata di Campo.

Gli interventi dei cinque artisti selezionati per la residenza resteranno in mostra presso Campo di Brenzone e le opere saranno presentate pubblicamente durante il mese di ottobre.

 

Informazioni:

Accademia Belle Arti di Verona

Ufficio Comunicazione

tel. 045.800.00.82 – comunicazione@accademiabelleartiverona.it

 

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