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Accademia di Belle Arti di VeronaAllestimento degli spazi espositivi

Allestimento degli spazi espositivi

Corso di Diploma accademico di 1° livello in: Progettazione artistica per l’impresa/Scenografia

Anno: 3° anno
Codice: ABVPA64
Settore artistico/scientifico/disciplinare: Museografia e progettazione sistemi espositivi

Crediti formativi: 6
Ore: 75
Prof. Filippo Mantovani
E-Mail: filippo.mantovani@accademiabelleartiverona.it

A.A. 2016/2017

Obiettivi formativi

Gli allestimenti di spazi espositivi dalle prime Esposizioni Universali avvenute nell’Ottocento fino alle più recenti esperienze, istituiscono un rapporto particolare tra un luogo usato per esporre e una serie di oggetti da esibire.
Il corso ha l’obiettivo di stimolare l’attenzione degli studenti sulle possibilità progettuali di trasformazione parziale o totale, attraverso anche pochi misurati interventi o efficaci composizioni spaziali, di alcuni luoghi (edifici, padiglioni fieristici, gallerie, spazi pubblici, ecc.), utilizzando gli strumenti tipici del lavoro dell’architetto e dello scenografo: la forma, la materia, il colore e la luce.

Il progetto dovrà trovare le proprie radici in un concetto chiaro e in un pensiero preciso sviluppati mediante l’interpretazione degli oggetti da esporre e dello spazio dell’allestimento. Durante il corso saranno pertanto indagati i principali strumenti a disposizione del progetto per la verifica dei contenuti e delle forme elaborate.

 L’approfondimento del metodo progettuale vuole condurre lo studente a sviluppare la capacità di elaborazione critica di un’idea di allestimento, stimolandolo ad associare un concetto chiave all’ideazione della forma.
Lo studente dovrà inoltre acquisire le competenze riguardanti il corretto dimensionamento dello spazio progettato tenendo conto delle esigenze legate alla fruizione degli ambienti, delle normative vigenti e delle modalità consolidate di esposizione museale e merceologica.
Al termine del corso gli allievi dovranno infine aver assimilato il principio di modulazione dello spazio e dei supporti espositivi. La razionale organizzazione delle superfici e la loro standardizzazione sono infatti i presupposti per un’efficace soluzione progettuale, agevolmente realizzabile ed economicamente sostenibile.

Prerequisiti

Lo studente deve conoscere i metodi di rappresentazione di un progetto tramite proiezioni ortogonali, assonometrie, prospettive e maquette e deve avere la capacità di quotare e mettere in scala un disegno  tecnico.

Alle abilità grafiche ed espressive è inoltre necessario che gli allievi associno un’iniziale conoscenza delle tecniche legate alla composizione dello spazio a cominciare dalle regole della geometria sino alle teorie della percezione e alle interpretazioni fenomenologiche e topologiche di un luogo.

Gli studenti devono poi conoscere la storia dell’arte con particolare riferimento alle espressioni artistiche che vanno dal modernismo sino alla contemporaneità.

Contenuti del corso

Gli allievi saranno guidati ad approfondire alcune tematiche connesse all’allestimento di spazi espositivi con o senza oggetti da mostrare. Nello stesso tempo saranno chiamati a sviluppare il progetto di due allestimenti da realizzare in uno specifico luogo, per un tempo limitato, prestando attenzione ai materiali impiegati, alle tecniche costruttive e ai costi da affrontare.

È previsto di articolare il corso in più parti.

Due lezioni saranno dedicate allo studio e alla presentazione, a cura anche degli allievi, di alcuni progetti espositivi ritenuti chiari nell’introdurre i temi:

  • del percorso;
  • della modulazione dello spazio;
  • della creazione di un luogo;
  • della fruizione intesa come esperienza multisensoriale.

Con riferimento a quest’ultimo aspetto, il fatto di coinvolgere più sensi all’interno di un percorso espositivo è ritenuto strategico per rendere percepibile, visibile, evidente l’oggetto del mostrare fissandone nell’utente i contenuti considerati indispensabili.

I progetti presentati durante la prima lezione saranno quindi indagati in modo approfondito dagli studenti, mediante la rielaborazione delle piante, delle sezioni e dei prospetti e la costruzione di una maquette. Il lavoro non sarà volto alla riproduzione delle immagini relative ai singoli progetti ma dovrà interpretare i materiali a disposizione in modo da evidenziare i temi sviluppati da ciascun intervento in modo da reemnnderli evidenti. I risultati di questo studio verranno quindi presentati ai compagni di corso in modo da evidenziare le peculiarità del progetto espositivo analizzato, in relazione al tipo di esperienza fruitiva presente, alle strategie compositive adottate e alle caratteristiche dello spazio creato.

Gli allievi potranno scegliere tra uno dei seguenti casi-studio:

  • il Museo a Crescita Illimitata di Le Corbusier del 1939, per il tema del percorso espositivo;
  • il Padiglione tedesco per l’Esposizione Internazionale di Barcellona del 1929 di Ludwig Mies van der Rohe, per il tema della modulazione dello spazio;
  • il Memoriale Mattei a Bescapé di Pietro Porcinai del 1963, il Garten des poeten e il Theatergarten entrambi di Ernst Cramer rispettivamente del 1959 e del 1963 per il tema della creazione di un luogo;
  • Il Danteum di Giuseppe Terragni e Pietro Lingeri progettato tra il 1938-1940 per Roma, per il tema dello spazio espositivo come esperienza multisensoriale.
  • Assieme alle quattro architetture è suggerito lo studio di due opere pittoriche dell’avanguardia astratta del primo Novecento. Si tratta dei dipinti intitolati Otto rettangoli rossi e Composizione con rosso, giallo e blu rispettivamente di Kazimir Malevic e di Piet Mondrian. La lettura dei dipinti dovrà rendere evidenti le concezioni spaziali delle due opere con particolare attenzione alle regole geometriche e alle teorie della percezione adottate dagli artisti. Lo studente dovrà inoltre proporre alcune interpretazioni volumetriche dei campi di colore presenti così da verificarne le potenzialità espressive.Completata la presentazione dei casi-studio, due lezioni saranno riservate al design delle componenti alla base di un allestimento a cominciare dal pannello espositivo. Il lessico e la sintassi che sono alla base della sua progettazione verranno approfondite focalizzando anzitutto l’attenzione sulle questioni della struttura, del modulo, del rimostrare, del nodo e della sensibilizzazione delle superfici. Questi temi, ciascuno introdotto da lezioni frontali, saranno rielaborati dagli studenti mediante un ex tempore in cui sperimentare le opportunità compositive legate alla modulazione nelle quattro dimensioni dello spazio e le potenzialità espressive connesse alla tessitura delle superfici. La parte introduttiva sin qui esposta sarà approfondita da lezioni teoriche dedicate allo studio di com’è cambiata la pratica espositiva dalla fine del XVIII secolo, attraverso le esposizioni universali, sino ai giorni nostri. Il confronto con alcune esperienze progettuali vuole offrire agli studenti i riferimenti delle sperimentazioni in essere nel campo dell’allestimento di spazi espositivi di tipo merceologico e museale. Questo studio sarà messo anche in relazione con le ricerche dei vari movimenti di avanguardia della prima metà del Novecento il cui pensiero artistico ha dato origine a differenti interpretazioni dello spazio espositivo.La lettura dei progetti proposti evidenzierà alcuni possibili metodi progettuali con particolare attenzione alle idee e ai concetti spaziali sviluppati.Durante queste lezioni saranno proposti progetti realizzati da Ivan Puni, Kazimir Malevic, Vasilij Kandinskij, El Lissitzky, Fortunato Depero, Giacomo Balla, Marcel Duchamp, Frederick Kiesler, Walter Gropius, Mies van der Rohe, Giuseppe Terragni, Giuseppe Pagano, Franco Albini, Carlo Scarpa, BBPR, Luciano Baldassari, Achille e Pier Giacomo Castiglioni, Ugo La Pietra, Francesco Gnecchi-Rusconi, Leonardo Mosso, Mimmo Castellano, AG Fronzoni, Enzo Mari, Bruno Munari, Renzo Piano, Werner Tscholl e Sean Godsell.

    Si prevede inoltre il riferimento ad alcune esperienze legate alla scenografia e realizzate da Peter Greenaway, Luca Ronconi, Michelangelo Pistoletto, La Fura dels Baus, Studio Azzurro, nonché ad opere di artisti come Antony Gormeley, Bruno Ezio Caraceni, Gianni Colombo, Colombo Manuelli.

    Contemporaneamente alle lezioni teoriche gli studenti svolgeranno alcune sperimentazioni pratiche. A partire da specifichi contenuti da mostrare in spazi definiti, gli allievi del corso dovranno delineare il proprio concetto espositivo attraverso la proposta di un’idea semplice e chiara, in grado di dare una forma compiuta all’intervento dai pannelli espositivi alla loro organizzazione sino agli aspetti grafici e di comunicazione.

    Le esercitazioni proposte sono tre: gli studenti in gruppi di tre potranno svilupparne due.

  • La prima prevede il riallestimento dello spazio espositivo che l’Accademia di Belle Arti di Verona realizza in occasione della manifestazione Job & Orienta presso i padiglioni della fiera di Verona. Oltre alla definizione degli aspetti comunicativi e grafici delle superfici, gli studenti dovranno riprogettare lo stand in modo da renderlo riconoscibile all’interno dello spazio fieristico e quindi più efficace nella trasmissione dei propri contenuti.La seconda propone l’allestimento di una mostra dedicata al pittore Antonio Ligabue all’interno di Palazzo Bentivoglio a Gualtieri (RE).  Dalla lettura critica dello stesso tema progettuale così come sviluppato dall’architetto ticinese Mario Botta, gli studenti dovranno formulare una propria soluzione in grado di risolvere le criticità riscontrate tra cui l’esigenza di riutilizzo dei pannelli espositivi.Il terzo tema progettuale prevede la creazione di un ambiente espositivo dedicato al riso nella Sinistra Mincio mantovana. Si prevede nello specifico di allestire uno spazio rivolto a bambini e adulti in grado di far conoscere i metodi di lavorazione del riso, dalla sua coltivazione alla sua commercializzazione, attraverso un percorso ludico che sappia coinvolgere anche mediante strategie interattive.Le esercitazioni svolte dovranno arrivare alla definizione particolareggiata del progetto espositivo considerando anche l’immagine grafica dell’evento, i materiali e i costi. Le proposte progettuali dovranno essere esposte mediante disegni in scala adeguata e la realizzazione di una maquette.

Testi di riferimento

Dispense, schede progetti e altro materiale del corso saranno forniti durante l’attività didattica.

 Temi: Composizione, creazione della forma, modulazione dello spazio, percezione

Attilio Marcolli, Teoria del campo, Firenze, Sansoni 1971
Bruno MUNARI, Fantasia, Laterza, Roma-Bari 2006
Bruno MUNARI, Design e comunicazione visiva, Laterza, Roma-Bari 1968
John BERGER, Sul guardare, Bruno Mondadori Milano 2003
Wim WENDERS, L’atto di vedere, Ubulibri Milano 1992

Temi: storia dell’allestimento degli spazi espositivi

Sergio POLANO, Mostrare, l’allestimento in Italia dagli anni Venti agli anni Ottanta, Edizioni Lybra Immagine, Milano 1988
AA.VV., Allestimenti/ Exhibit Design, in “Rassegna” n.10/1982, numero monografico
Roberto ALOI, Esposizione: architetture – allestimenti, U. Hoepli editore, Milano 1960
Anna Chiara CIMOLI, Musei effimeri: allestimenti di mostre in Italia, 1949-1963, Il Saggiatore, Milano 2007
Pietro Carlo PELLEGRINI, a cura di, Allestimenti museali, Federico Motta Editore, Milano 2003
Roberto ZANON, Mostre temporanee. Commentari sull’allestimento, Libreria Editrice Cafoscarina, Venezia 2006
Giandomenco ROMANELLI, a cura di, Ottant’anni di allestimenti alla Biennale, Biennale di Venezia 1997
Italo ROTA, Welcome to Installation exhibit Creating worlds through objects works by Italo Rota, Electa Milano 2009
Brian O’DOHERTY, a cura di, Inside the White Cube – The Ideology of the Gallery Space, Expanded Edition, San Francisco 1999
Barbara FERRIGINI e Marina PUGLIESE, Monumenti effimeri – storia e conservazione delle installazioni, Electa, Milano 2009

Metodi didattici

Il corso ha carattere di laboratorio e gli studenti svilupperanno in aula e a casa i temi proposti lavorando a volte singolarmente e a volte in gruppo. Ogni fase formativa sarà conclusa da una revisione comune in cui ciascuno dovrà presentare il proprio lavoro e confrontarsi con i compagni.
Sono previste lezioni frontali in parte proposte dal docente e in parte gestite dagli studenti, supportate da proiezioni di immagini, schemi e video.

Modalità di valutazione

Al termine del corso gli studenti dovranno produrre una piccola installazione in grado di rappresentare i loro progetti, composta da quattro tavole formato A0 di cui due dedicate alla prima esercitazione progettuale e due alla seconda a cui affiancare le maquette. Le quattro tavole dovranno essere collocate su un apposito supporto da predisporre conformemente alle possibilità espositive presenti in Accademia.

Inoltre gli studenti dovranno produrre un diario progettuale costituito da schizzi dell’idea e con all’interno le citazioni, gli intenti, i ripensamenti, gli appunti, le annotazioni, gli scritti, i collage, le fotografie, i disegni d’insieme, i particolari costruttivi legati al proprio percorso progettuale. Il diario potrà essere integrato con prototipi e maquette.

L’esame avrà inoltre una parte orale dedicata ai contenuti delle lezioni svolte in classe con particolare riferimento ai progetti e ai designer studiati. Ciascuno studente dovrà sviluppare una propria relazione scegliendo uno dei temi proposti durante il corso.

 

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