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Accademia di Belle Arti di VeronaPedagogia e didattica dell’arte

Pedagogia e didattica dell’arte

Corso di Diploma accademico di 2° livello in: Atelier Direction. Mediazione culturale dell’arte

Anno: 1° anno
Codice: ABST59
Settore artistico/scientifico/disciplinare: Pedagogia e didattica dell’arte

Crediti formativi: 6
Ore: 36
Prof.ssa Elena Ciresola
E-Mail: elena.ciresola@accademiabelleartiverona.it

A.A. 2016/2017

Obiettivi formativi

 “Se l’educazione è preparazione alla vita, essa è in gran parte preparazione ad una vita di lavoro.”
“Cinque chiavi per il futuro “di Howard Gardner
“L’opera d’arte è cosa “fatta con fatica”, come diceva Lucillo. E’ produzione, opus, lavoro. Ma lavoro di cosa? Della materia.”
“Arte come esperienza” di Elena Ciresola

Disegnare un percorso di questa disciplina inserita nel biennio di Atelier Direction. Mediazione culturale dell’arte, significa immaginarla insieme o in relazione a Didattica dei linguaggi artistici, dove Pedagogia e didattica dell’arte, se rimane collocata al primo anno, ambienta il luogo della ricerca per studenti che approfondiscono il sistema della mediazione culturale con l’arte e Didattica dei Linguaggi artistici offre un’attenzione mirata o su misura di alcune didattiche e di alcuni target specifici.
Le due discipline possono reciprocamente aiutarsi nel costruire un percorso importante sia per imparare a riconoscere la storia e le tradizioni della pedagogia dell’arte (teorie) sia per sperimentare approcci educativi tramite gli strumenti dell’arte e dell’artista (pratiche).
La relazione forte della pedagogia e delle didattiche dei linguaggi artistici avviene nell’esperienza concreta soprattutto dei mondi della scuola e del museo: da lì bisogna partire per trovare il terreno di possibili progettazioni educative e didattiche, che gli studenti possono anche sperimentare in azioni dirette, tramite collaborazioni tra Accademia di Belle Arti di Verona e Istituzioni del territorio.
Gardner e Lucillo aiutano la mia idea che è fatta della passione per l’arte, “un modo di vedere” come diceva Giacometti, offerta, proposta al mondo, a tutti, dai bambini ai grandi, consapevoli della bellissima opportunità che l’artista ci dà se, non solo comprendiamo le sue scelte, ma le sperimentiamo in azioni laboratoriali, che uniche ci consentono, forse, di poter cambiare punto di vista, lavorando con le mani.
Questa capacità di creatività e di cambiamento è utile oggi molto di più agli adulti che ai bambini, ma solo se abituiamo i bambini a meravigliarsi di fronte e insieme all’arte cresciamo persone capaci di riconoscere la bellezza e di affrontare meglio il cambiamento.
Lo diceva, con esperienze diverse, molti anni fa un nostro eurodeputato bolzanino- Alexander Langer- che aveva vissuto la difficoltà di un territorio diviso dalla lingua: “per non essere viaggiatore straniero nelle terre del presente” c’è bisogno di saper leggere i segni dei tempi. E l’arte spesso anticipa questa lettura: anche per questo diventa strumento importante nell’educazione e può essere usata in modo interdisciplinare o trasversale alle discipline.
Le azioni laboratoriali con gli strumenti dell’artista diventano così i contenuti dei processi da progettare per target diversi, perchè  “…è possibile realizzare una vita materiale più umana, se solo si comprende meglio il processo del fare.” (L’uomo artigiano” di Richard Sennett.)
In questo anno si sperimenta una nuova azione, in collaborazione con ArtVerona e Il giornale dell’arte, rispetto a un’indagine conoscitiva tra i giovani in merito a WHAT’S ART FOR?

Contenuti del corso

La direzione di questo corso è: Arte come esperienza, un laboratorio sui confini.
Il percorso si colloca tra il conoscere, la storia delle immagini e le didattiche di e con l’arte.
Due saranno i territori indagati: quello di ricerca tra autori di teorie della conoscenza- per comprendere il senso della pedagogia dell’arte- e quello di una ricerca nelle didattiche delle arti- per comprendere il sistema degli apprendimenti dell’arte.
La creazione di senso dell’itinerario è la base di partenza, che deve permettere di comprendere le relazioni tra quello che l’arte produce e il mondo, visto che una condizione basilare delle didattiche è di creare connessioni con il territorio nella creazione di identità.
L’itinerario svilupperà delle proposte, tra teorie e esperienze, che faranno uscire l’arte dai confini tradizionali (storia dell’arte), perché verrà usata sia come strumento di apprendimento (didattica dell’arte) sia come strumento per aiutare lo sviluppo delle intelligenze (pedagogia dell’arte), in relazione al target scelto (bambini e/o ragazzi).
Il corso può affrontare così alcuni approfondimenti tra grandi autori delle teorie educative, alcune ricerche in casi di esperienze educative nel corso del XXI secolo, per arrivare ad avere un panorama di riferimento teorico e di case history utili alla progettualità didattica. La progettazione educativa con l’arte cerca di immettere nei processi intellettuali, immaginativi e creativi di bambini e ragazzi idee, paradigmi, metafore e simboli desunti dall’esperienza artistica o elaborati a partire da essa.
Perché un laboratorio sui confini? Perché è sui confini che nascono le identità forti, dice Zigmunt Bauman.
Il corso vuole ottenere la capacità di saper progettare azioni utili per target diversi tramite l’educazione con l’arte, consapevoli delle ricerche teoriche e pronti ad innovare il mondo educativo (non solo scuola e museo, ma gallerie, fiere), legato ancora forse troppo al confine della disciplina.
Una traccia dei contenuti di riferimento teorico può riguardare:

Educare al comprendere, Howard Gardner
Il conoscere, saggi per la mano sinistra, Jerome S. Bruner
La mente a più dimensioni, Jerome S. Bruner
I sette saperi necessari all’educazione del futuro, Edgar Morin
L’esperienza pedagogica dell’arte, Marco Dallari Cristina Francucci
Educare all’arte, a cura di Cristina Francucci Paola Vassalli

Infine si dovrà comunque fare riferimento alla tradizione italiana in relazione allo sguardo internazionale con una ricerca tra le storie educative di: la scuola di Barbiana, Maria Montessori, la scuola Steineriana, il caso di Reggio Children, a confronto con casi internazionali e con la storia della scuola italiana.

Metodi didattici

Lezioni frontali, ricerche di gruppo, esperienze laboratoriali.

Modalità di valutazione

L’obiettivo d’esame sarà una proposta progettuale dello studente che relazionerà le impostazioni teoriche ad un itinerario di educazione con l’arte che concretamente potrà essere rivolto ad un determinato target individuato nel territorio.
La competenza finale dello studente sarà di imparare a progettare percorsi educativi con l’arte, cosciente del panorama internazionale di riflessioni teoriche e forte delle scelte più innovative nel mondo dell’educazione e formazione.

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