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Accademia di Belle Arti di VeronaProgettazione per la pittura

Progettazione per la pittura

Corso di Diploma accademico di 2° livello in: Atelier direction. Mediazione culturale dell’arte

Anno: 1° anno
Codice: ABAV05
Settore artistico/scientifico/disciplinare: Pittura

Crediti formativi: 6
Ore: 60
Prof.ssa Daniela Rosi
E-Mail: daniela.rosi@accademiabelleartiverona.it

A.A. 2016/2017

Obiettivi formativi

Il corso intende consolidare nell’allievo la consapevolezza delle proprie abilità e del proprio sapere, elementi necessari per poter trasmettere conoscenze e facilitare negli altri l’espressione delle proprie capacità.

I saperi e le abilità vengono sperimentati costantemente per verificare la capacità individuale di aprirsi agli altri e la capacità di stabilire relazioni verso e con l’altro. Questo permetterà a ognuno di sperimentarsi sia in solitudine che nel lavoro di team. Il corso ha come scopo ultimo la capacità di essere progettuali nel proprio lavoro e nella conduzione di un lavoro rivolto a terzi. Il tutto senza mai prescindere dalla cura della relazione (con una o più persone e con gruppi speciali). Una volta messa a fuoco il tipo di relazione, saranno le dinamiche relazionali che daranno senso e direzione al progetto e che porteranno all’organizzazione di un atelier coerente.

Contenuti del corso

Parte teorica:

Lezioni di Storia di Arte Irregolare, dall’Art Brut all’Outsider Art, in relazione al mondo dell’Arte Contemporanea.

Analisi degli atelier storici esistenti e del ruolo ruolo di questi atelier nell’ambito delle produzioni irregolari.

Situazione del mercato di opere outsider ieri e oggi.

Parte pratica:

Esperienze laboratoriali simulate ed esperienze di conduzione reali, sia visitando gli atelier esterni in luoghi speciali (centri psicosociali, centri diurni di psichiatria, realtà carcerarie etc), sia invitando gli atelier esterni in Accademia.

 Ciò avverrà con l’attività diretta degli studenti che si alterneranno fra i ruoli di docenza e di utenza, imparando così come relazionarsi, come strutturare un atelier, come archiviare le opere, come curare e allestire mostre, come promuovere gli eventuali artisti/utenti.

Lezioni collettive e colloqui con singoli allievi porteranno ad individuare i possibili temi per elaborare un progetto utilizzabile per una creazione pittorica all’interno di un atelier.

Il progetto stesso va inteso come un contenuto spendibile: progetto come opera.

In aula verranno date informazioni sulle diverse tecniche utilizzabili (colori, carta, pennelli e matite, regole di sicurezza), partendo dalle quelle già conosciute dai diversi studenti, che metteranno in comune le loro competenze.

Anche nel caso di opere pittoriche a tre dimensioni (pittosculture, installazioni e altro) la progettualità dovrà sempre tenere conto anche della nocività e della pericolosità degli strumenti.

Alcuni temi collaudati verranno indicati dal docente, come temi guida sui quali l’allievo progetterà la conduzione di un atelier pittorico in base alla propria formazione e ai propri obiettivi.

Temi indicativi: Investigazione delle possibilità del monocromo. Espressioni facciali. Stereotipi che tornano all’archetipo. Sperimentazioni di tecniche povere già utilizzate dagli artisti outsider studiati. Sperimentazione di materiali poveri per ottenere il massimo con il minimo dei mezzi.

Testi di riferimento

-BARBERO L.M., Informale. Jean Dubuffet e l’arte europea 1945 – 1970, catalogo, edito dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, per l’esposizione INFORMALE allestita al Foro Boario di Modena (2005 – 2006) con gran parte di opere della collezione Guggenheim.
-DERRIDA J. La verità in pittura
– JAUSS H.R., Breve apologia dell’esperienza estetica, Mimesis ed, Milano-Udine, 2011 (prima ed, Konstanz, 1972).
– VETTESE A., Artisti si diventa, Carocci, Roma, 2008.
I testi qui elencati sono consultabili in aula.
– TOSATTI B. (a cura di), Figure dell’anima: arte irregolare in Europa, Mazzotta, Milano1997.
– BEDONI G., Visionari, Selene Edizioni, Milano, 2004.
– ARTAUD A., Van Gogh il suicidato della società, Adelphi, Milano, 2000.

– DAL LAGO A., GIORDANO S., Mercanti d’aura, Il Mulino, 2006

– DAL LAGO A., GIORDANO S., Fuori Cornice, Einaudi, 2008

– ROSI D., IRREGOLARI, Sguardi laterali nell’Arte contemporanea italiana, da Antoni Ligabue all’Atelier dell’errore. Edizioni Effe ed Erre, Trento.

Metodi didattici

Lezioni frontali del docente.

Lezioni frontali di ogni singolo studente rivolte alla classe, nelle quali ognuno è chiamato a trasmettere il proprio metodo ai compagni.

Seminari con invitati esterni (artisti, saggisti, conduttori esperti in atelier direction).

Laboratori sperimentali con role play e con utenza reale.

Lavoro manuale in solitudine e in gruppo. Rielaborazione critica collettiva del lavoro svolto.

Realizzazione finale di un progetto spendibile all’esterno.

Uscite didattiche in luoghi speciali.

Modalità di valutazione

Elaborato teorico: l’allievo dovrà dimostrare di avere competenze di Storia dell’Outsider Art e del ruolo che quest’ultima ha giocato nel sistema dell’arte moderna e contemporanea. Dovrà, inoltre, presentare un testo in cui verranno elencate le uscite effettuate durante il corso, indicando luogo, caratteristiche delle attività viste, tipo di relazioni rilevato tra le persone incontrate e le istituzioni.
In sostanza il testo finale dovrà essere una sorta di rapporto dettagliato su quanto visto e vissuto.
Elaborati pratici: L’allievo dovrà portare all’esame tutto ciò che ha prodotto durante il percorso formativo ed essere in grado di descrivere la procedura seguita nel realizzare ciascun lavoro.
Sarà elemento di valutazione anche la capacità dimostrata dall’allievo di adattare il proprio stile pittorico alla conduzione di un atelier condotto in un luogo di cura o in ambito sociale e la capacità di spogliarsi delle proprie conoscenze fino ad arrivare a una conduzione atelieristica antididattica, con lo scopo di permettere agli utenti la sperimentazione di una totale libertà espressiva, ispirandosi metodo di Michael Noble.

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