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Storia

L’istituzione dell’Accademia di Pittura di Verona, il 18 dicembre del 1764, sotto l’egida di Giambettino Cignaroli (1706-1770), pittore acclamato ben oltre i confini locali, suggellò il riconoscimento della scuola pittorica veronese, erede di una lunga e prestigiosa tradizione. È documentato che già nel corso del Settecento artisti e nobili “dilettanti” si riunivano in una “Accademia veronese del Disegno” per esercitarsi nella copia del nudo, in dimore private messe a disposizione dagli accademici. Tra questi figuravano anche il conte Alessandro Pompei, pittore e architetto, e il marchese Scipione Maffei, l’erudito di fama europea che segnò profondamente la cultura veronese nell’età dell’Illuminismo. È lecito ipotizzare che proprio la frequentazione di questa straordinaria figura di intellettuale, che aveva dato vita nella città scaligera al primo museo pubblico d’Europa, abbia sollecitato il Cignaroli a istituzionalizzare la “Accademia del Disegno” con un contributo annuo della Municipalità veronese e l’uso di un edificio di proprietà comunale.

Approvati dal Senato veneziano i Capitoli accademici all’inizio del 1765, l’Accademia di Pittura veronese iniziò la sua attività con il Cignaroli “direttore perpetuo”, tre presidenti (tra i quali il già citato conte Pompei che progettò la nuova “Stanza del nudo”), tre “Maestri di pittura”, nominati ogni anno, e trentatré pittori aggregati con la qualifica di fondatori.

Gli anni che seguirono la campagna d’Italia di Napoleone e la caduta della Repubblica di Venezia, in una città a lungo contesa tra francesi e austriaci, non furono facili per l’istituzione, nel frattempo intitolata Accademia di Pittura e Scultura. Il difficile compito di dirigere l’Accademia sotto il governo filofrancese del Regno d’Italia (1805-1814) e poi sotto la Restaurazione austriaca, spettò a Saverio Dalla Rosa (1745-1821), pittore formatosi alla scuola dello zio Giambettino Cignaroli, che resse le sorti dell’intera vita artistica veronese in quella difficile fase storica. Mentre era impegnato come catalogatore e conservatore del patrimonio artistico veronese, allora minacciato dalle soppressioni napoleoniche, e si dedicava all’ambizioso progetto di una storia illustrata della pittura veronese, Dalla Rosa si adoperò nella riorganizzazione dell’Accademia dotandola di nuovi strumenti didattici e selezionando anche in vista della formazione degli studenti dipinti di antichi maestri che avrebbero costituito il nucleo della pinacoteca pubblica, allestita nel 1812 nella sala del Consiglio del Comune (allora nella Loggia di Fra Giocondo).

L’Accademia sarebbe però stata contigua al museo, come è avvenuto per molte importanti istituzioni accademiche italiane, soltanto a partire dal 1856 quando venne trasferita nel sanmicheliano palazzo Pompei alla Vittoria, che proprio allora ospitava nelle sue sale il Museo civico.

Se negli anni che precedettero l’annessione di Verona al Regno d’Italia, molti giovani veronesi preferivano cercare in altre città italiane la via del successo (è il caso di Vincenzo Cabianca che dopo un’iniziale formazione nell’Accademia veronese si trasferì prima a Venezia e a Bologna e quindi a Firenze dove si unì al gruppo dei Macchiaioli), negli anni Settanta dell’Ottocento l’Accademia veronese si distinse per particolare vivacità grazie al potenziamento dell’istituzione, reso possibile dal lascito del conte Paolo Brenzoni. Dopo un concorso nazionale fu chiamato a dirigere la scuola e ad insegnarvi pittura Napoleone Nani (1841-1899), pittore veneziano di vocazione “verista” che seppe portare a Verona la moderna esperienza didattica dell’Accademia di Venezia, da tempo riformata da Pietro Selvatico. Alla sua scuola si formarono anche Angelo Dall’Oca Bianca e Vincenzo De’ Stefani, destinati a mietere grandi consensi nelle mostre internazionali di fine secolo.

Una straordinaria vitalità contraddistinse l’Accademia nel primo quarto del Novecento quando alla guida dell’istituzione, passata per un breve periodo nelle mani di Mosè Bianchi, fu chiamato il bolognese Alfredo Savini (1868-1924), poi coadiuvato dal divisionista Baldassare Longoni. I numerosi pittori di talento formatisi in quegli anni, da Antonio Nardi a Guido Trentini, da Ettore Beraldini a Giuseppe Zancolli, da Angelo Zamboni a Pino Casarini, ebbero poi la ventura di confrontarsi con Felice Casorati, nella sua stagione veronese, e con il gruppo degli artisti di Ca’ Pesaro. Alla metà degli anni Venti, nell’Accademia Cignaroli, dove Antonio Nardi era succeduto a Savini e Egidio Girelli insegnava scultura, si incrociarono personalità come Giacomo Manzù e Fiorenzo Tomea, Sandro Bini e Renato Birolli, che anche dopo il trasferimento a Milano continuò a rimanere legato agli ambienti artistici della sua città.

Nel 1924, con il concorso del Comune e della Provincia di Verona, all’Accademia, che nel 1895 si era trasferita nel palazzo della Ragione, fu annesso il Liceo Artistico, che ha affiancato l’Accademia anche nelle sue successive sedi: dal 1927, di nuovo, palazzo Pompei, palazzo Forti tra il 1941 e il 1943, castel San Pietro e infine, dal 1949, il cinquecentesco palazzo Verità Montanari, che ancora ospita la storica istituzione.

Nel 1984 l’Accademia di Belle Arti di Verona ha ottenuto il riconoscimento legale delle Scuole di Pittura, Scultura e Scenografia, cui si sono aggiunte nel 1998 la Scuola di Decorazione e nel 2003 quelle sperimentali di Restauro e di Progettazione artistica per l’impresa.

Nel 2009 ha ottenuto l’accreditamento e il riordino di cinque corsi triennali di 1° livello e nel 2012 l’accreditamento del corso quinquennale a ciclo unico in Restauro per i profili formativi PFP1 (Materiali lapidei e derivati. Superfici decorate dell’architettura) e PFP2 (Manufatti dipinti su supporto ligneo e tessile. Manufatti scolpiti in legno. Arredi e strutture lignee. Manufatti in materiali sintetici lavorati, assemblati e/o dipinti).

In data 5 marzo 2012, con l’Accademia di Belle Arti “G.B. Cignaroli”, il Comune di Verona e la Provincia di Verona, si è costituita la Fondazione Accademia di Belle Arti di Verona, iscritta nel registro delle Persone Giuridiche dalla Prefettura di Verona con decreto n. 230 del 17 ottobre 2012. La Fondazione Accademia di Belle Arti di Verona prosegue senza soluzione di continuità l’opera svolta dall’Accademia di Belle Arti “G.B. Cignaroli” relativamente all’attività didattica utile a far conseguire dei titoli di studio equiparati alla Laurea di 1° e 2° livello, nell’ambito del sistema dell’Alta formazione artistica e musicale afferente al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

Scarica lo Statuto dell’Accademia

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