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Accademia di Belle Arti di VeronaTECNICHE ESPRESSIVE INTEGRATE

TECNICHE ESPRESSIVE INTEGRATE

Corso di Diploma accademico di 2° livello in: Atelier direction. Mediazione culturale dell’arte

Anno: 2° anno
Codice: ABST60
Settore artistico/scientifico/disciplinare: Metodi e tecniche dell’arte-terapia

Crediti formativi: 6
Ore: 60
Prof. Enrico Pitozzi
Email: enrico.pitozzi@accademiabelleartiverona.it

 A.A. 2016/2017

Obiettivi formativi

L’obiettivo del corso è dunque quello di introdurre e stimolare la riflessione sul funzionamento del nostro corpo come sede primaria dei processi d’espressione, ripercorrendo le tappe principali elaborate nel corso del Novecento come forme di conoscenza e cura di sé (Foucault). In questo ambito si vanno così interrelando prospettive provenienti dalle arti visive, sonore, dalla fenomenologia, dalla somatica fino ai territori delineati dalle recenti acquisizione in ambito neurofisiologico e dell’antropologia medica; tutti questi aspetti porteranno a delineare un quadro tecnico-teorico di riferimento legato alle forme di espressione artistica al cui centro è collocato il corpo e il suo potenziale espressivo. Questi temi verranno affrontati sotto una particolare lente: la loro ricaduta, oggi determinante, nelle forme compositivo-espressive della creatività diffusa e di una nuova sensibilità all’arte. Nello specifico i punti sui quali ci soffermeremo sono:

– Percezione e simulazione dell’azione;
– Nozioni di categorizzazione percettiva e pre-movimento;
– Indagine sulla struttura dell’azione come base dell’espressione;
– Ridefinizione della nozione di corpo: la corporeità come campo d’espressione;
– Nozioni di antroponometria del corpo;
– Analisi della nozione di “gesto creativo”;
Spazialità: esplorazione di tale nozione;
– Nozione di composizione che integra il gesto performativo e le arti visive (ricostruzione performativa di affreschi della pittura rinascimentale ecc);
– Iconografia del gesto;
– Tecniche di release;
– Espressione corporea e nozione di presenza;
Empatia e neuroni specchio: relazioni;
– Elementi e tecniche di composizione: uscire dalla ripetizione dello stesso gesto o postura per immaginare il corpo in modo nuovo;
– Analisi di due casi studio: Accademia sull’arte del Gesto, progetto internazionale diretta a Firenze da Virgilio Sieni (Direttore Biennale Danza di Venezia per il triennio 2013-2015), concepito come spazio di formazione, di studio e di creazione sui linguaggi della contemporaneità artistica che rivolge le proprie pratiche a un ampio arco di destinatari prevalentemente non professionisti, che vanno dall’infanzia alla maturità. Di questo progetto analizzeremo, in particolare, le tappe di composizione de Vangelo Secondo Matteo, realizzato da Sieni nella Biennale Danza 2014 e legati alla relazione tra composizione del gesto corporeo e iconografia (pittura, affreschi, sculture). Il secondo case study riguarda le pratiche artistiche fondate sul gesto espressivo che coinvolgono non vedenti; in questa sezione sarà discusso il lavoro di Giuseppe Cuminiello, atleta e danzatore non vedente.

Contenuti del corso

L’obiettivo del corso è quello di introdurre e stimolare la riflessione sul funzionamento del nostro corpo come sede primaria dei processi d’espressione. L’analisi funzionale del movimento (kinesiologia) dispiega esplicitamente il sapere tecnico e comportamentale del corpo. Contribuisce a delineare, in modo chiaro, i processi di ascolto dell’organismo che guidano l’individuo nell’indagine conoscitiva del suo assetto percettivo (nozione fisiologica di simulazione) e dello spazio in cui agisce e si definisce. A partire da questi aspetti, seguendo una metodologia che fa dialogare il corpo con le arti visive e sonore oltre che con la filosofia e gli studi di fisiologia, il corso si propone di indagare, in prospettiva storica (con innesti di ordine pratico), alcune delle principali tecniche espressive elaborate durante il Novecento – da Moshé Feldenkrais ad Frederick Matthias Alexander fino ad arrivare a Ida Rolf e Bonnie Bainbridge Cohen – mettendone in rilievo la continuità e la centralità rispetto a pratiche compositive utilizzate da performer e artisti visivi contemporanei come Steve Paxton e Trisha Brown, Saburo Teshigawara o Virgilio Sieni nelle loro pratiche di lavoro con non professionisti, soggetti con disfunzioni motorie o non vedenti. Si tratta così di comprendere e mette a fuoco come le discipline artistiche tra loro integrate – così come lo sport – possano essere un punto attorno al quale sviluppare capacità e potenzialità creative altre, non ancora o pienamente espresse. Per fare questo è importante guardare all’immaginazione, perché questa è il motore nascosto dell’espressione: infatti, solo se ci si avvicina alle leggi del sistema immaginativo si è in grado di variare le forme espressive attraverso le quali il comportamento si manifesta. Viceversa, se non siamo in grado di re-immaginarci continuamente – dunque ridiscutere attraverso strategie tecniche il nostro assetto percettivo (anche attraverso l’ausilio di strumenti tecnologici) – cadiamo, inevitabilmente, in una ripetizione continua delle stesse strutture espressive. Insistere sulla percezione come forma di conoscenza ed espressione della corporeità permette di indagare, inoltre, la relazione con l’altro (individuo, performer o soggetto osservante/spettatore che sia) come ricevente del processo artistico-espressivo. Tale aspetto sarà qui discusso a partire da nozioni di carattere fisiologico come quella di empatia: vedere qualcuno muoversi significa attualizzare in sé – incorporare nel proprio assetto corporeo – il movimento dell’altro. In questo schema l’empatia si delinea come un’esplorazione che si compie temporaneamente nella cinestesia – e dunque nell’intenzione – dell’altro osservato.
Il percorso qui presentato sarà accompagnato dall’analisi di due casi studio: il progetto Accademia sull’arte del Gesto diretta a Firenze da Virgilio Sieni (Direttore Biennale Danza di Venezia per il triennio 2013-2015) concepita come spazio di formazione, di studio e di creazione sui linguaggi della contemporaneità artistica che rivolge le proprie pratiche ad un ampio arco di destinatari prevalentemente di non professionisti, che vanno dall’infanzia alla vecchiaia giocando con la relazione madri/padri-figli,  anziani, riattivando in loro aspetti di creatività sopita, fondando il lavoro sulla ricostruzione plastico-performativa di affreschi della pittura rinascimentale italiana. Ne è un esempio – di alto valore culturale e artistico – il progetto Vangelo Secondo Matteo, realizzato da Sieni nella Biennale Danza di Venezia 2014.
L’altro case study è invece il progetto Danze leggermente diverse condotto dal performer non vedente Giuseppe Cuminiello che – basandosi su un ascolto profondo del proprio corpo e del suo potenziale espressivo – anima un personaggio immaginario tratto da fiabe, racconti e pitture, in un dialogo con lo spazio, con la luce e con lo sguardo di chi lo osserva.

Testi di riferimento:

1)- L. D. Rosenblum, Lo straordinario potere dei nostri sensi, Bollati Boringhieri, Torino 2011.
2)-  V. Sieni (a cura di), Trois Agoras Marseille. Art du geste dans le méditerranée, Firenze, Maschietto, 2013 (volume bilingue: Italiano e francese)
3)- E. Pitozzi, Cindy Van Acker: la percezione del movimento / Cindy Van Acker : la perception du mouvement  / Cindy Van Acker : percpetion and movement, Macerata, Quodlibet (uscita prevista inverno 2015)

Indicazioni bibliografiche consigliate:
– E. Pitozzi (a cura di), On presence, Culture Teatrali, n. 21, annuario 2011 (edizione 2012).
– Virgilio Sieni (a cura di), La trasmissione del gesto, Firenze, Maschietto, 2009.
– A. Berthoz, la semplessità, Torino, Codice Edizioni, 2011.
– A. Berthoz, G. Jorland, L’emphatie, Paris, Odile Jacob, 2008.
– G. Rizzolatti, C. Sinigaglia, So quel che fai, Milano, Raffaello Cortina, 2006.
– B. Bainbridge Cohen, Sentir, ressentir et agir, in “Nouvells de danse”, n° 50, 2004.

Metodi didattici

–    Definizione di una metodologia d’indagine in grado di elaborare un quadro tecnico-teorico per individuare le tecniche contemporanee della cura del sé alla base dell’espressione corporea, visiva, vocale e del gesto;
–    Sensibilizzare, grazie all’arte, allo studio delle pratiche percettive e sensoriali che appartengono a ogni soggetto agente e pensante.
–    Acquisizione di metodologie di analisi e cura delle pratiche che integrano arti visive e corporeità (ricostruzione in ambito performativo e installativo – come nel caso delle opere di Bill Viola – di affreschi dell’arte rinascimentale);
–    Gli aspetti tematici sopra enunciati saranno messi in relazione a differenti progetti internazionali che lavorano in questa direzione (Body mind centering; tecniche somatiche così come elaborate presso l’Université Paris 8), al fine di inscrivere tali ricerche in una piattaforma di dialogo allargata.
–    Identificazione di nuovi campi di applicazione per queste pratiche;
–    Il corso è finalizzato, inoltre, all’analisi e all’elaborazione di ipotesi curatoriali di atelier legati all’uso del corpo realizzati in prevalenza con non professionisti;
–    Elaborazione, come ricaduta pratica del corso, di un lexicon ragionato delle principali forme espressive tratte dalla scena artistica contemporanea (body art, coreografia, e altre forme);
–    Sarà cura del docente, inoltre, intessere relazioni con i temi di altri insegnamenti del corso di studi, così da favorire una continuità nella formazione didattica degli studenti.

Modalità di valutazione

La valutazione del corso avverrà secondo i modi, i tempi e le direttive stabilite dal corso di studi dell’Accademia. Si baserà su un colloquio orale; lo studente potrà, inoltre, concordare con il docente una tesina scritta riguardante argomenti legati allo svolgimento del corso. L’elaborato dovrà essere di circa 15 cartelle, da consegnare dieci giorni prima dell’appello nel quale si intende sostenere l’esame.

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