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Accademia di Belle Arti di VeronaTeorie e Storia del Restauro

Teorie e Storia del Restauro

Corso quinquennale a ciclo unico in: Restauro PFP1/PFP2

Anno: 1° anno
Codice: ABST49
Settore artistico/scientifico/disciplinare: Teoria e storia del restauro

Crediti formativi: 6
Ore: 45
Prof.ssa Anna Lucia Maramotti Politi
E-Mail: anna.maramotti@accademiabelleartiverona.it

A.A. 2016/2017

Obiettivi formativi

A)    L’istanza estetica è da sempre a fondamento della prassi di Restauro. Storicamente l’individuazione dell’opera d’arte ha comportato la sua salvaguardia che si è correlata alla volontà di restituirla alla fruizione. Uno studio delle Teorie del restauro, comparato con la Storia del Restauro, permette un approccio consapevole rispetto al significato che si è attribuito / si attribuisce alle opere e agli interventi che su di esse sono  stati eseguiti e tuttora si eseguono.
B)    Non esiste una sola Teoria del Restauro, ma esistono più concezioni. Gli scopi fondamentali della disciplina vanno individuati nella:
1)      ricerca dei fondamenti teoretici di ciascuna posizione teorica
2)      analisi comparata degli stessi
3)      riflessione che il restauratore deve porsi intorno alle finalità della propria professione.

C)    La Storia del Restauro ha aspetti che si modificano nel tempo e che vanno colti:
1)      nella funzione e scopo che il restauro assume nel tempo: valenze diverse e modalità differenti d’intervento
2)      in relazione alle molteplici condizioni della storia (dalle weltanschauung alle conoscenze tecnico-scientifiche)
3)      in rapporto alla storiografia che affronta la storia del restauro.

Lo Studente deve possedere alla fine del corso:

1)   conoscenze relative alle Teorie del restauro,
2)   conoscenze relative allo sviluppo della Storia del restauro,
3)   confronto fra l’aspetto teorico e la prassi nel corso della storia,
4)   capacità d’analisi di tale rapporto,
5)   atteggiamento critico rispetto alle teorie,
6)   competenze nell’individuare il rapporto fra teorie e metodologie d’intervento,
7)   conoscenze circa  il rapporto fra teorie e prassi esecutive,
8)   consapevolezza sulla funzione delle  Teorie del restauro e dei limiti rispetto alla prassi di restauro.
In quest’ottica si rende necessaria la comparazione fra Teorie e Storia del restauro.

Lo studio della Storia del Restauro ha inoltre lo scopo d’offrire quelle conoscenze e competenze necessarie per individuare gli interventi eseguiti sulle opere.

Si tratta di un primo approccio che permette di stabilire modalità, metodi e concezioni del restauro sottese ad ogni intervento.

Inoltre, lo studente è solecitato a confrontare più testi allo scopo di verificare come la costruzione di ciascuna storia del restauro sia pilotata dalla concezione personale dell’estensore del testo.

Prerequisiti

E’ opportuno che lo Studente abbia conoscenze pregresse relativamente a:

  • principali correnti del pensiero estetico
  • principali poetiche, scuole  e  strumenti di studio per reperire su ciascun artista e/o opera informazioni utili
  • approcci storiografici e critici
  • lineamenti di storia dell’arte
  • storia dei periodi presi in esame

Contenuti del corso

A)     La teorizzazione e la prassi nella lunga stagione del Prerestauro: dal Re  Giosia all’avvento degli Storicismi.
Si tratta di stabilire quali atteggiamenti teorici e quali modalità esecutive presiedessero agli interventi di restauro prima dell’avvento dello Storicismo (più correttamente degli Storicismi) che ha comportato una raggiunta coscienza critica rispetto al restauro.

B)     Protorestauro fra Illuminismo e Romanticismo: la nascita dell’Archeologia (classica e medioevale)
Gli interessi archeologici hanno comportato un diverso atteggiamento rispetto alle opere. Sui manufatti del passato hanno definito modalità d’approccio per la loro salvaguardia. Fondamentale è lo studio delle scelte di restauro a Roma e in Francia.

C)     La consapevolezza della funzione del Restauro esordisce nella seconda metà del XVIII secolo ed è tuttora in atto.
Il programma verte principalmente sullo studio delle differenti posizioni e conseguentemente sui diversi interventi realizzati.
Ciò comporta uno studio diretto delle fonti e un’analisi dei restauri eseguiti.

Testi di riferimento:

Teorie del restauro:

  •  C. Brandi, Teoria del restauro, P.B.E. Torino (il testo verrà analizzato durante le lezioni)
  • Appunti alle lezioni  (che verranno fornite durante le lezioni)
  • B.P. Torsello, Che cos’è il restauro? Nove studiosi a confronto, Elementi Marsilio, Venezia
  • A.L. Maramotti, La materia del restauro, Angeli, Milano (per approfondimento, il testo è a disposizione degli Studenti  nella Biblioteca dell’Accademia)
  • A. L. Maramotti, Passato Memoria Futuro, la conservazione dell’architettura, Giosia, Guerini Editore, Milano (per approfondimento, il testo è a disposizione degli Studenti nella Biblioteca dell’Accademia).

Storia del restauro:

  • A. Conti, Storia del restauro e della conservazione delle opere d’arte, Electa, Milano
  • A. Ciatti, Appunti per un manuale di storia e di teoria del restauro, Edifir, Firenze
  • L. Martini, Storia e teoria del restauro delle opere d’arte, Felici Editore, Firenze

E’ vivamente consigliato di consultare il volume Conservazione Falso Restauro, n. 10 della Storia dell’Arte Italiana, Giulio Einaudi Editore

Per attuare l’interdisciplinarietà con i laboratori:

lo studente, previo accordo col Docente di Laboratorio, può scegliere uno o l’altro testo di Storia del Restauro per la preparazione all’esame. Tale proposta scaturisce dallo stretto rapporto fra conoscenze della Storia del Restauro e quelle competenze storiche che il Docente di Laboratorio ritiene fondamentali alla sua stessa didattica.

Metodi didattici

Lezione frontale con coinvolgimento diretto degli studenti ( dal metodo maieutico  al dibattito)
Ricerca da accordarsi con gli Studenti (singoli o gruppo)
Interdisciplinarietà con i Colleghi di materie affini
Modalità di valutazione
Da stabilirsi in itinere: in base agli accertamenti fatti durante le lezioni, verranno definite le modalità di valutazione.
E’ comunque fondamentale un incontro di verifica con gli studedenti  prima dell’esame che esprimano  le loro difficoltà e cheidano “spiegazione” al docente.
Verifiche relative al programma spiegato durante il corso.

Due sono i parametri fondamentali  per la valutazione:
1)      la conoscenza e studio della materia,
2)      la capacità critica nella valutazione dei diversi percorsi in oridine:
a)      al periodo storico degli accadimenti e delle conoscenze
b)      rispetto alla futura professione che gli studenti andranno ad intrapprendere

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